In recensioni, gente, follia, carmilla sclerata
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Vale più di mille recensioni
Non è un fake, non è stato creato da Anti-Twilighters ma penso che certemente aiuterebbe gli spettatori durante la visione del film: http://cityfile.com/dailyfile/8009.
Aahahahahahahahah.
Sono io strana oppure è davvero una forma di giustizia poetica?
Mozzichi ridacchianti
Carmilla
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weirdlove

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19:05
In recensioni, gente, follia, carmilla sclerata
I miei commenti (5)
CONVERSAZIONI SURREALI IN UN POMERIGGIO DI DICEMBRE
Spesso sento dire in giro che è impossibile comunicare con qualcuno molto più giovane/vecchio di me.
Che l'età anagrafica ha scavato e continua a scavare un solco troppo grande fra adulti ed adolescenti o fra giovani ed anziani.
Strano.
Io mi trovo in perfetto accordo con persone moooolto più giovani di me su moltissimi argomenti.
L'ultimo? New Moon, che ha accomunato signore/ine/irenette nella visione della Fratellanza dell'Addominale e della Congregazione del Rossetto Magenta.
-Io proprio non capisco: Lui la lascia, la insulta, le spezza il cuore, se la riprende alla fine della fiera dopo che lei praticamente si è trasformata nella sua stalker personale ma nonostante tutto lei non si sente pronta per il matrimonio perchè troppo giovane? Ma non troppo giovane per morire vampirizzata???!!!!-
La Virgulta Quindicenne: -Esatto. E il messaggio che ci ritroviamo è: se il Vero Amore ti lascia, non riprendere le redini della tua vita ma marcisci nel tuo letto per cinque mesi in preda alla depressione per poi tentare il suicidio ed avere le visioni del tuo Lui.-
-Gesù. Ma gli ultimi 50 anni di femminismo dove sono finiti?-
-Probabilmente relegati nel cassetto del make-up di Edward con il fissante per i capelli di Jasper.-
Best. Line. Ever.
Mozzichi orgogliosi
La Vostra "Una Teenager ci salverà (forse)" Carmilla
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weirdlove

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16:09
In recensioni, carmilla, meditate
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The Lady, or the Tiger?
(The fixer stagione 1 e 2)

C’è una storia di Frank Stockton di quelle a cavallo tra leggenda metropolitana, fiaba e indovinello moralistico estremamente conosciuta nel mondo anglosassone che viene spesso utilizzata per esprimere un problema insolubile, una risposta impossibile, un conundrum.
Cosa si sceglie quando apparentemente non hai scelta?
La Signora o la Tigre?
La domanda in questione è strutturata in modo da porre un dilemma etico al
lettore/partecipante/persona interessata: cosa fare quando le due scelte che ti vengono poste davanti in realtà non sono altro che due disastri in divenire?
Semplice.
Non mettersi in mezzo tra John Mercer e il suo obiettivo.
Il genere noir per me ha avuto sempre una connotazione di base: un Destino Ineluttabile alla fine di una Strada costellata di sbagli ed errori: nessuna redenzione, nessun Eroe che all’ultimo momento deflette la pallottola, nessun happy ending, nessuna casa con giardino e staccionata, lavoro dalle otto alle cinque, moglie, due figli e mezzo.
Nessuna via d’uscita.
Ora, credo che per la prima volta in questo sito (e forse nella storia delle mie pochissime recensioni) io non consiglio a tutti di vedere The Fixer.
Perché gli aggettivi che lo definiscono sono brutto, sporco, cattivo, come una versione in black del Giustiziere della Notte (ed anche con Edward Woodward non erano tutte rose e fiori, ricordate?)
Come mai, dunque, questo non-consiglio?
Perché The Fixer e il suo protagonista sono come un meraviglioso incidente stradale visto al rallentatore, di quelli da cui non riesci a distogliere lo sguardo.
Ed anche perché tra tante brutte copie e rifacimenti che fingono di essere novità, è un vero sospiro di sollievo guardare qualcosa che ti dice chiaramente di non partire da un’idea originale.
Innovativa.
Nella mitologia televisiva ci sono centinaia di shows che partono dall’identica premessa di The Fixer (Vi potete divertire a contarli. Sono davvero tanti).
Nulla di nuovo nella storia di un ex militare (Forze Speciali) con enormi problemi personali ed instabile psichicamente che viene forzatamente reclutato da un’organizzazione para-governativa guidata da un misterioso quanto implacabile deus ex machina.
Nulla di nuovo nella Dark-Lady dal passato torbido che da un nuovo/vecchio significato all’espressione bedding with the enemy.
Nulla di nuovo nel piccolo delinquente, ladruncolo di mezza tacca, facile da impaurire, troppo stupido per pensare in grande e decisamente facile da controllare per piccoli lavoretti di scasso e furto.
Non c’è nulla di nuovo tranne il fatto che The Fixer funziona.
Perché è un miracolo di ingegneria televisiva e perché, sturatevi le orecchie, gioca con l’approvazione dello spettatore.
Prende i clichés, li usa, tutti, e non li nasconde affatto.
Nei dialoghi tra i personaggi, ogni loro debolezza, ogni loro mancanza o motivazione, ogni tentativo per mascherare od ingentilire decisioni (errate), ogni giustificazione, viene sezionata con chirurgica precisione tanto che lo spettatore (io e voi) si ritrova a mugugnare pochi secondi prima o dopo: “Io direi proprio così….”
John Mercer non è un duro dal cuore tenero. Non è il cattivo ma in fondo in fondo bravo ragazzo che diamogli una mano e facciamogli bere quattro cavolate psicanalitiche per farlo scoppiare in pianto catartico e liberatorio senza la minima base emotiva così dal quarto episodio iniziamo l’arco della redenzione che gli impedirà di fare sesso con la protagonista o di ritirarsi a Maui indossando gilet di lino e ruttando birra in sincrono con la Ruota della Fortuna.
John Mercer è come la Londra descritta in questo serial. Non quella del thè delle cinque, del cambio della guardia e delle graziose villette tardo edoardiane di Kengsinton Terrace.
E’ Camden Road controllata dai giamaicani, le grandi warehouse dei docks, è Earls Court di notte dove puoi trovare una facile scopata per venti sterline o una sniffata di colla e polvere di cemento che, se hai tredici anni e grossi casini, può sembrare la risposta a tutti i tuoi problemi.
Ci sono inoltre attori di mestiere come Peter Mullan (My Name is Joe) che riescono a dare spessore al personaggio con un semplice occhiata.
Ma soprattutto non ci sono innocenti.
E’ interessante notare come recentemente la migliore serialità british (Torchwood-Children of the Earth, Being Human), per non parlare di Spooks, Law and Order UK e ovviamente di The Fixer offra in Inghilterra lo stesso sguardo cinico e disincantato sul divario fra istituzioni governative e cittadini. Non solo fenomeno sociale, quindi, ma specchio dei tempi e del gusto per una narrazione realistica e ruvida che mette il dito dove fa più male.
E spinge.
The Fixer, che personalmente trovo nella seconda stagione più altalenante nella qualità degli episodi e nel trattamento di certe tematiche, è un prodotto che potrà non piacere a tutti ma, come Generation Kill (di cui mi riprometto sempre di parlare e giuro, giuro che lo farò), fa riflettere.
E sì, mette anche un po’di paura.
Perchè John Mercer non è assolutamente eroico, né sano, né politically correct.
Ma il mio Dark Passenger (grazie Dexter) lo ha amato.
Follemente.
Da evitare: se credete nel lieto fine, avete avuto una brutta giornata, volere rilassarvi e non pensare troppo.
Da vedere: perché spesso l’Eroe non arriva in tempo.
E allora tocca al Mostro fare quello che può.
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weirdlove

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20:28
In recensioni, heroes, supernatural, carmilla sclerata
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ALIVE AND KICKING
Quando arriva l'inverno (ma sta veramente arrivando?) la Carmilla si rintana nella sua micro-casa, con il suo micro-pc, il suo micro torrent e i suoi MACRO-Show.
Senza spoiler eccessivi ma una panoramica iniziale dei vari pilot/episodi seguiti vi potrà essere d'aiuto:
1) Take my breath away (and let me die^_^)
Non so se gli sceneggiatori in generale abbiano deciso di segnare il 2009/2010 come "l'anno del reciclo", cosa fantastico se parliamo della raccolta differenziata, ma orrenda se si tratta di cercare qualche brivido di suspence/sorpresa nei plot offerti da: Heroes, Vampire Diaries, NCSI, NCIS spin-off, The Forgotten, The Mentalist, Merlin, Glee etc etc etc.....
2) Le Trash c'est chic.
Ora, ci sono show che sembra lo facciano "apposta". Altri......come Supernatural......no.
Oh boy, decisamente NO.
Urgono decise virate di prua, gente.
Decise.
3) La Caduta degli Dei.
Vi ricordate le sorprese (piacevoli) dell'anno scorso come Merlin o The Mentalist?
Dimenticatele.
Purtroppo.
4) L'imperdibile.
The Fixer. 1 stagione conclusa, seconda in corso su ITV.
Grande. grande. grande.
Mozzichi televisi
Carmilla
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weirdlove

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22:18
In recensioni, carmilla, tv , meditate
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Il Buono, il Brutto ed il Cattivo Redux: Il Ritorno dei Cloni
Cross-posted su Serialmente.
In un anno televisivo di delusioni e graditi ritorni, ratings ballerini, crisi annunciate, solite conferme e cose decisamente mediocri avevo deciso di appendere la penna al chiodo. Perché se non c’è qualcosa che ti interessa, che ti colpisce, una nota alta, di quelle sincere, spesso finisci con lo scrivere quello che non provi davvero.
Fortunatamente non vincolata da date o scadenze ho continuato a seguire i miei shows preferiti aspettando che giungesse qualcosa a destarmi dal mio torpore.
E’ arrivata, finalmente.
Eoni fa avevo iniziato a scrivere una cosa chiamata, I Buoni, il Brutto ed il Cattivo.
I Buoni…..bè c’erano.
Il Brutto ed il Cattivo? Li ho conosciuti nella stessa settimana.
Il Brutto.
Demons= L'Inguardabile Verità
Essendo una fan del Whedonverse della prima ora mi limiterò ad elencarvi alcune delle 523 ragioni ( si, ho fatto una lista. Si, sono sociopatica. Si, ho forti disturbi della personalità ma la vocina dentro la mia testa mi dice di non preoccuparmi, che non è nulla di grave) per cui Demons meriterebbe di essere condannato al rogo mediatico ma essendo (apparentemente) ancora in un Paese Democratico mi limiterò ad elencarvi una serie di considerazioni e poi voi...bè potrete discuterci/malignare/commentare ad vostro uso e consumo.
Ragione per odiare Demons n.° 412
Il giovane protagonista della serie Luke (o almeno quello che dovrebbe essere il protagonista della serie e che per i canoni inglesi è l'incrocio fra Brad Pitt e Johnny Depp) continua a vagare fra una scena e l'altra con espressione fra il costipato e l'imbronciato e pronuncia frasi di profondità strabilianti quali: "Ma io conosco il kung-fu!"
Questo non ti autorizza ad avere la profondità di una carta velina, baby.
La Gellar? Tutto un'altro spessore recitativo e autoironico.
Ragione per odiare Demons n.° 413
L'Osservatore (Un povero Philip Glanister che, probabilmente fra una scena e l'altra corre nel bagno a lamentarsi con il suo agente per l'orrendo show in cui l'hanno piazzato) che si chiama, sorpresa sorpresa, Rupert.
Ed ha un passato.
Ed è oscuro.
Ring any bells?
Ragione per odiare Demons n.° 414
Dialoghi come questo:
Luke: Galvin and I were chasing a clown who turned out not to be a clown but a pyromancer. He hit me with one of his balls. Not seriously.
[Nota della Carmilla; Sono morta. Ho riso fino a sentirmi male.]
Oppure:
Luke: I need to know that you can cover my back.
Ruby: With what, marmalade?
E questo dovrebbe passare per dialogo pieno di humor e scintillante?
Ragione per odiare Demons n.° 415
Gli ideatori della serie che hanno parlato di un prodotto innovativo.
Innovativo.
Innnovativo??
INNOVATIVO????
Ora in quattro (sono quattro sceneggiatori, people) si sono messi a creare un prodotto innovativo che parla innovativamente di un adolescente con straordinarie capacità di cui la madre è all'oscuro e con un'amica innovativamente innamorata di lui, un pò nerd e unpopular e un'altra che ha capacità soprannaturali.
Innovative.
E c'è un innovativo big bad mezzo mostro mezzo chihuahua definito Master dai suoi accoliti.
Innovativamente, però.
Se da anni ormai professo urbi et orbi che la serialità inglese quanto ad originalità e sperimentazione dà punti a quella americana (tranne alcune eccezioni hands down) con Demons devo ricredermi.
Purtroppo.
O forse…no?
Il Cattivo
Being Human: Umano, troppo Umano?
Being Human (BBC3) è il miglior serial del 2009.
Punto.
Non ci sono spazi per discussioni, indagini sociologiche, confronti razionali.
Sei episodi più un pilot (anche se quest’ultimo è stato pesantemente rimaneggiato negli attori e nella storyline) che vi fanno ridere, piangere, inorridire, spaventare, ululare alla luna, deprimervi e poi risollevarvi con una mano sul cuore e dire “Come diavolo hanno fatto a fare entrare tutto questo in soli 57 minuti?”.
Cosa è questo?
Annie non esce mai di casa.
George è goffo, timido e non riesce ad aprirsi con nessuno.
Mitchell sta tentando di eliminare definitivamente il suo vizio. Ma ci ricade. Spesso.
Un’agorafobica, un introverso ed un ex-addicted?
Oppure la realizzazione pratica di una sorta di scherzo, una barzelletta che potrebbe iniziare con “Un fantasma, un lupo mannaro ed un vampiro vanno a vivere insieme in un appartamento a Bristol?”
Being Human è il Whedon Cattivo. Quello che si intuiva in BTVS a ATS e che lo sceneggiatore-attore Toby Whithouse (Dio benedica il suo cervello) ha portato alle estreme conseguenze.
E quindi avrete un sotterraneo in disuso ma poi non più; mani che tremano e mobili che si sfasciano, e il Venerdì disco-Anni 80’ e la scritta “pedofili” sulla porta, e uno specchietto e una porta che non c’era e le scale, e una finta abbronzata, vestiti nuovi, un trucchetto di magia, Patrick Swayze e Vin Diesel, un bambino, un DVD, un bistrot, sesso bestiale e un abbraccio, un perizoma, un bacio freddo, 11 vasetti di marmellata (poi dodici), un frullino e un caricabatterie, una domanda e una foto bruciata.
E, come buona tradizione inglese, tante, tante, tante tazze di Thè.
Being Human è Herrick che incarna il detto: Talvolta, Il Diavolo è Gentiluomo.
E’ Mitchell con la sua gentilezza. Che uccide, letteralmente.
E’ George con il mistero, la sua solitudine e la sua Stella di David.
E’ Annie ed il suo Segreto.
Beign Human siamo Noi. Teneri e Crudeli. E’ la Vita che affianca Risata e Lacrima.
Siamo quelli che prendono a sassate il Mostro.
Oppure quelli che se le sentono arrivare addosso.
Being Human è uno show sulle Scelte.
Io la mia l’ho fatta.
E voi?
Mozzichi Orgogliosi
La Vostra "Umana, troppo Umana" Carmilla
Parole sussurrate da
weirdlove

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