In recensioni, heroes, tv , carmilla sclerata
I miei commenti (5)
I Buoni, il Brutto (e trash) e il Cattivo
Per chi non mi conoscesse (e sono molti) mi presento.
Carmilla.
Telefilm-addicted.
Ok, basta con le presentazioni.
A differenza dei miei illustri colleghi (inserite una risata di scherno) che si fanno un ehm….fondoschiena enorme per seguire, recensire, parlare e sparlare di quello che non è ancora arrivato (ed in alcuni casi preghiamo iddio che non arrivi mai) in Italia, io rappresento la scheggia impazzita di quelli che vedono sì, ma che non hanno le capacità (leggete: volontà) di recensire con teutonica precisione ogni settimana.
In altre parole io sono la parte fancazzista di Serialmente.
Qui è sezione spoiler selvaggio.
Non c’è linearità nel mio pensiero e quindi non crediate di trovarla in ciò che scrivo.
Oggi Fedeli lettori, vi parlerò della triade telefilmica più interessante per la sottoscritta (e quindi per tutto il mondo e il genere umano) dei serial attualmente in onda.
Andiamo con ordine.
I Buoni
Fregandomene altamente di share, audience, target, di direttori di palinsesto schizzoidi e sponsor inveleniti e quant’altro e riducendo tutto alla semplice frase: geniale!!! vi affermo, riaffermo e confermo che Heroes è uno dei serial migliori prodotti nell’ultimo decennio.
E se l’ha capito solo l’8 % della popolazione televisiva ….fregatevene.
Heroes NON è la versione in carne ed ossa dei fumetti della DC comics come i trailers di Italia 1 tentano disperatamente di vendervi.
Heroes NON sono i Powers Rangers, né la Justice League, e non sono i Pokemon.
Heroes è una saga epica di grande respiro, piena di macro e micro archi narrativi che fanno fronte a grandi domande: “Cosa siamo, dove stiamo andando? Cosa siamo disposti a sacrificare per giungere alla fine di questo viaggio?” inframezzate con domande più personali “Cosa voglio? Cosa sono disposto a fare per ottenerlo?” che appartengono a ciascun personaggio.
E, stupite, stupite Heroes è Dante.
No, non ho bevuto.
La prima stagione- Inferno
Nella prima stagione di Heroes la quest, la Ricerca, è esterna.
Ciascuno dei personaggi vive in un proprio inferno personale che per alcuni assume la forma di un limbo (Parkman, Peter ), mentre per altri la perdita della dritta via è morale (Sylar, Nikki, Nathan Petrelli) o materiale ( J.T., Eve).
Improvvisamente ciascuno scopre di avere una facoltà, un potere che, per analogia o contrappasso, rispecchia la sua esistenza e contiene in sé la possibilità di migliorare o peggiorare la sua vita.
Eccovi un breve schema con alcuni dei personaggi principali:
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PERSONAGGI
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POTERE
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ANALOGIA con la sua storyline
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CONTRAPPASSO
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Peter Petrelli
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Chamaleon (assume le capacità degli altri Heroes con cui viene in contatto ed è capace di imitarli)
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Come la sua esistenza è votata a prodigarsi per gli altri, allo stesso modo Peter “prende” dagli altri le loro capacità.
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Nathan Petrelli
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volare
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Come ad un certo punto ha scelto di “volare basso”, compromettendo la sua etica e i suoi ideali così ne acquisisce la capacità fisica.
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Claire Bennett
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Invulnerabilità/rigenerazione
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Come in vita il suo più grande desiderio è quello di essere perfettamente normale ed integrata nel tessuto sociale così per contrappasso Claire diventa “unica” sperimentando l’alienazione nella vera palestra della vita: la scuola
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Greg Parkman
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telepatia
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Accusato dai colleghi di poca elasticità mentale e dalla moglie di non essere in grado di coglierne i desideri, Parkman diventa apparentemente “the intuitive guy”, in grado di anticipare e prevedere i bisogni di ciascuno.
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Sylar (Gabriel)
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Chameleon/ Eurista
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Come orologiaio Gabriel era in grado di scoprire immediatamente il funzionamento di qualsiasi oggetto meccanico come Sylar è in grado di “estrarre” le capacità degli Heroes e, mediante un atto antropofago, di assimilarle.
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Hiro Nakamura
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Time and space traveller
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Educato ad essere un “Mr nobody” e a vivere passivamente la storia, Hiro scopre di poterla riscrivere e modificare. E’ il nerd, l’otaku che diventa supereroe.
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Ando
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Assume il ruolo di sidekick di Hiro secondo la migliore tradizione dei comics americani e della tradizione epica (Eurialo e Niso)
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J.T.
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smaterializzazione
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In vita è stato un padre e un marito assente così allo stesso modo è capace di passare tramite superfici solide.
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Isaac Mendez
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preveggenza
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In vita accecato dalla droga ed incapace di controllare la sua esistenza, per contrappasso scopre con le sue visioni di poter “dirigere” quella degli altri. E’ la moderna Cassandra.
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Come in tutte le storie c’è in gioco la salvezza del Mondo (New York).
Ad iniziare la quest sono le forze nuove che si affacciano e stanno giocando un ruolo fondamentale negli equilibri attuali della composizione sociale mondiale e americana: la comunità indiana (Suresh) e quella orientale (Hiro).
La famiglia canonica viene distrutta per poi essere ricostruita, non in base a legami prestabiliti dalla società o dalle convenzioni sociali, ma in base al concetto di “kin”: fratellanza nel senso più ampio del termine ( o forse, per meglio dire, affinità).
La stagione si chiude con gli Heroes che hanno adempiuto al loro compito primario (mediante il concerto del sacrificium personale) ma non hanno chiuso il macro arco narrativo.
La seconda-stagione- Purgatorio
Nella seconda stagione la Quest, la Ricerca è interna. Infatti, non a caso la story line principale è incentrata sulle origini degli Heroes.
Graficamente possiamo distinguere le due stagioni in questo modo:
I°stagione
finale di stagione
convergenza
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micro arco narrativo
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micro arco narrativo |
micro arco narrativo
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II°stagione
Inizio di stagione
divergenza
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micro arco narrativo
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micro arco narrativo |
micro arco narrativo
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Il gruppo di personaggi che si era andato a formare alla fine della prima stagione ora si suddivide in micro gruppi il cui scopo è cercare di convivere con la consapevolezza del loro nuovo status meta-umano.
Come nel Purgatorio dantesco, i personaggi ( le anime) nuovi o vecchi, con poteri o senza del serial, non sono solo sottoposti a dure prove fisiche (pene) ma loro compito è anche quello di superare anche quelle emotive, riconoscendo i propri difetti (meditare sulle virtù opposte alle loro colpe).
In Dante le anime del Purgatorio sono suddivise in sette cornici, ciascuna afferente ad uno dei sette peccati capitali: superbia, invidia, ira, accidia, avarizia e prodigalità, gola, lussuria.
I personaggi di Heroes possono chiaramente inscriversi in ciascuna di queste categorie e trovano, mediante un processo di rovesciamento, la loro nuova dimensione secondo uno schema consolidato:
1)Situazione iniziale/STALLO
Nella prima fase tutti i personaggi rientrano nella categoria dantesca delle anime negligenti
(presenti nell’Antipurgatorio dantesco in attesa di poter accedere al Purgatorio). Combattono contro i loro demoni interni nel tentativo di uniformarsi a quelle che rimangono le convenzioni sociali (scuola, ambiente lavorativo, famigliare).
In realtà il ciclo della loro esistenza è un ciclo autodistruttivo ed invalidante che non li rende più Heroes ma NON-HEROES.
2) Fattore esterno/CAUSA SCATENANTE
In Dante (ep. di Manfredi) le preghiere dei cari (FATTORE ESTERNO/CAUSA SCATENANTE) possono abbreviare la durata del soggiorno di attesa nell’Antipurgatorio.
In Heroes il fattore esterno assume molteplici aspetti: amnesia nel caso di Peter Petrelli, inserimento in una nuova scuolae nuove conoscenze (Claire), scambio d’identità (Hiro).
3) Scopo/obiettivo
Viene dunque stabilita una meta, un compito (singolare o individuale).
Peter si propone di giungere a Montreal; Greg di aiutare Molly; Hiro di salvare il villaggio e la figlia del fabbro; Mohinder di trovare una cura al virus.
4) Nemesi interna e esterna
L’Heroes ha una sua Nemesi (il personaggio speculare) che deve superare. Ma nel farlo deve superare anche le sue insicurezze interne per giungere quindi alla piena CONSAPEVOLEZZA DI SE’ (illuminazione).
Solo allora potrà pienamente, (in Dante le anime potranno accedere al Paradiso) accogliendo il suo nuovo status.
La prima parte del viaggio è terminata…per ora.
Se avete dubbi, comenti, insulti sapete con chi prendervela: non me ovviamente.
Alla prossima.
In gente, follia, carmilla sclerata
I miei commenti (1)
IL CROLLO DELLA CIVILTA' OCCIDENTALE INIZIA....
da qui.
Ricordate?
Questa suoneria ci ha rotto i c*******i per una vita.
Io ODIO le vocine sintetizzate.
Ed ora, ovunque vai ed in televisione sei costretta a sorbirti la suoneria "vacca sexi" (no, purtroppo non scherzo) e l'ultima nata: "la topolona" che sulle angoscianti note di "tre parole" di Valeria Rossi sembra essere, secondo la pubblicità, un gradito regalo di fare alla persona che si..ehm..stima.
Non mi stupirei se, appena ricevuto il fantastico dono, (ricordate maschietti: non c'è nulla di male nei datati ma sicuri fiori&cioccolatini) la Girl in question cancellasse il numero, buttasse il cellulare, cambiasse identità e fuggisse all'estero.
Io lo farei.
Ed ora, per completare il crollo della civiltà occidentale, cliccate sul link della canzone e al ritornello cantate con me (e col sorcio spelacchiato) "dai rispondi bella, bella topolona, ammazza quanto sei bona!"
Mozzichi depressi
La Vostra non topolona Carmilla
In gente, meditate
I miei commenti (3)
Figlie di Eva
“Sembri proprio tua madre”.
“Se continui così finirai come LEI.”
“ Oh mio Dio, sei tutta tua MADRE!”
Il tono con cui queste frasi vengono pronunciate non è mai gentile.
Di volta in volta veniamo tacciati di mammo-trasformismo da padri, fratelli, amici, fidanzati, mariti, amanti, colleghi,conoscenti.
Ma la voce più forte che ripete questo mantra è quella da cui non possiamo mai sfuggire.
La nostra.
Lottiamo dall’adolescenza come ossesse per distaccarci da queste figure talvolta ingombranti, spesso “larger than life” alle quali veniamo sempre paragonate e, complice il primo reggiseno imbottito, la french-manicure e le extensions ci ripromettiamo con voto solenne: “MAI COME LEI”.
Anneghiamo le nostre somiglianze fisiche in boccette di decolorante e tagli di capelli post-apocalittici; nascondiamo i tratti somatici comuni dietro al trucco bistrato, erodiamo sulla pelle tracce della nostra gens con tatuaggi arditi o piercings strategici.
Se lei parla a voce alta, adottiamo il sussurrato perenne.
Se ama i colori vivaci, diventeremo delle eterne ombre d’inchiostro.
Se lei vota destra sosterremo “El Pueblo Unido”
Se è progressista, troveremo questa tolleranza altamente ipocrita e qualunquista.
Accetteremo regali, consigli, aiuti, dimostrazioni d’affetto con la distaccata consapevolezza che ciò ci è dovuto come diritto-dovere del nostro ruolo di figlie ma adotteremo la strategia calcistica del catenaccio se mai si dovesse richiedere un nostro slancio univoco.
Eppure…..
Per quanto neghiamo fino alla morte e facciamo di tutto per distaccarci dalla sua ombra, esiste qualcosa, non so se genetica, istinto, magia che ritorna improvvisamente.
O forse c’è sempre stato e non ce ne siamo mai accorte.
Da qualche mese, imprigionata in un lavoro che eseguo diligentemente ma non amo alla follia, ogni volta che ricevo un complimento, una gratificazione, mi rendo conto che non lo stanno facendo a me ma a lei.
Questi skills, queste abilità, questi sentimenti e comportamenti sono opera sua.
L’amore per la conoscenza.
Il senso dell’umorismo.
La capacità di non prendersi troppo sul serio.
L’onestà.
L’integrità morale e l’etica quasi calvinista del lavoro.
Con una fitta al cuore mi sono resa conto che non l’ho mai ringraziata per questo.
Non le ho mai detto lucidamente, evitando l’onda della facile commozione o di un attacco di mammismo, che sono orgogliosa di lei come persona.
Da adulta mi sono concentrata sulle differenze che ci sono tra di noi, ma solo da alcune settimane ho capito quanto abbiamo in comune.
Mia madre, come le donne della sua generazione, sono quelle che definisco “the real thing”.
Che hanno fatto scelte coraggiose e ne hanno pagato le conseguenze senza avere nessuna “rete di sicurezza” .
Che hanno amato, sofferto, sbagliato.
Che hanno fatto la differenza, talvolta senza saperlo.
Siamo figlie di Eva ci dicono…
E di Giulia, Maria, Anna, Claudia, Rita e Teresa.
Non esiste complimento più bello che possano farmi.