In meditate
I miei commenti
L’Alcolista: una carriera da considerare.
N.d.A. Prendetelo per quello che è, Gente: un semplice sfogo. Dio non voglia che ci troviate un briciolo di ispirazione, okay?
Bere è uno sport pericoloso. E dannazione, vi sono tanti amateurs in giro.
Da dove mi è uscita questa perla di saggezza?
Seguitemi, prego.
Il weekend per la Carmilla è come la vacca indiana.
Sacro.
Bisogna scaricare la tensione lavorativa, quella familiare, quella degli amici, parenti, zii, ex-fidanzati, ex-amiche che stanno con ex-fidanzati, ex-fidanzati che, scopertisi gay, stanno con ex-fidanzati (altrui), quelle dei propri datori di lavoro, quelle degli ex-datori di lavoro, quella del proprio parrucchiere, del proprio commercialista, del proprio istruttore yoga che non riesce più a..yogare.
In realtà deve scaricare la tensione anche il tuo gatto che decide, dopo essere passato tramite la Fase Contemplativa (sotto il mio scaffale di libri), connettiva (sopra il mio elenco del telefono), multimediale (sotto il mio televisore ma sopra il mio lettore DVD che ora legge tutto, anche peli animali di colore indefinibile) , di raggiungere la Fase Mistica.
Sopra il quadro di Padre Pio che la zia ottantenne aveva staccato per spolverarlo.
Ok, ritorno a bomba.
Il weekend è sacro.
La Carmilla non desidera altro che rilassarsi, fare quattro chiacchiere con gli amici, spettegolare un po’.
E, diciamocelo pure, anche tentare di sollevare la linea piatta che è il diagramma della sua vita sessuale/amorosa.
Ma non può.
Perché ovunque vada incontra questi Campioncini del Rutto, questi Ringo Boys (e Girls) della Tequila che non fanno altro che rompere, disturbare, vomitare, ed in generale essere graditi quanto una zanzara.
Tigre.
Ve ne sono almeno uno o due appena maggiorenni che fanno la loro comparsata ad ogni party/festa/serata in discoteca.
Arrivano, bevono ben oltre il loro limite di tollerabilità e solitamente finiscono a faccia in giù nella toilette del locale di turno.
Ogni volta sento l’impellente desiderio di appendermi al collo un cartello che avverta: “PERICOLO. Questa è una professionista addestrata. Non provate a imitarla.” quando decido di vivere semi-pericolosamente e mi verso una bella sorsata di gin-lemon giù per la gola.
Ma, se devo dire la verità, nella maggior parte dei casi il mio atteggiamento è “vivi e lascia vivere”.
Sono pivelli, penso.
Impareranno, penso.
Il problema è che in giro ve ne sono tantissimi (e tantissime) che CREDONO di essere dei bevitori professionisti.
Un paio di mal di testa post-sbornia non contano, Gente.
Essere un vero “Sultan of Drink”, un Signore dei Tondelli (di Birra), prevede un arduo lavoro simile alla preparazione atletica per la Maratona di Boston.
Significa andare oltre il bicchiere ed aprire le Porte della Percezione (alcolica).
In sintesi ci vogliono palle.
Così, mossa da spirito caritativo e pietoso, la Carmilla ha riesumato i suoi giorni di semi –alcolista ed ha deciso di omaggiarvi con queste poche e semplici Regole di Vita per intraprendere la Carriera di Bevitore Professionista (ed evitare, al contempo, di rovinare i miei weekend, dannazione!)
IL BLACK OUT
Il Primo Passo per essere un Bevitore-Doc è avere un black-out totale.
No, ricordare a frammenti non conta.
Devi avere un bel buco nero nel cervello e fare qualcosa di estremamente imbarazzante come accadde alla Carmilla molto, molto tempo fa quando, nel maldestro tentativo di annegare nella nebbia alcolica il proprio dolore per una storia finita male, convinse la sua amica M. ( e con l’aiuto di due bottiglie di tequila) ad interpretare le Sacre Guerriere del Solletico e placcare chiunque arrivasse alla festa in cui si erano infiltrate e che portasse con sé un sacchetto con bibite (era una di quelle festicciole in cui chiunque portava qualcosa).
Abbattevamo il malcapitato come un bufalo e via a chiuderci nel bagno della padrona di casa a spulciare nel contenuto dei sacchetti acquisiti mediante “spesa proletaria”.
Inserite black-out e spostate la lancetta avanti di 12 ore.
Le due Guerriere del Solletico si ritrovarono sdraiate a pelle di leopardo sul cofano di un maggiolino.
Con cervicale fulminante.
Io e la M. non venimmo più invitate a nessuna festa per molto, molto tempo.
INCONTRI RAVVICINATI DELL’ALCOLICO TIPO
In vino (whisky o rum) veritas : dopo un paio di birre (sì, adesso sono davvero un peso-piuma) ci si ritrova a molestare il proprio divano. In passato però esistevano due categorie per la Carmilla.
Copula-Minor: comprendeva spingersi nella Zona Proibita con qualcuno che conoscevi (ma con cui non ti sarebbe mai venuto in mente di, ehm..., interagire).
Copula-Maior: comprendeva lo svegliarsi accanto a qualcuno che non ricordavi di aver mai conosciuto e che, per qualche ignota ragione, sembrava essere uscito dal set di Poltergeist.
WRONG TIME, WRONG PLACE.
Lavandini pieni di piatti.
Lavastoviglie.
Scarpe.
Ciotole di patatine.
Acquari.
Questo sono luoghi dove si dovrebbe cercare di NON vomitare.
Ma probabilmente, Voi, Seguaci del Red Bull & Vodka, lo avete già fatto.
IL CIECO RIENTRO DEL PICCIONE UBRIACO.
Tu sai di essere andata ad una festa all’altro capo della città la notte scorsa.
E, nonostante questa tua granitica convinzione, ti sei risvegliata nella tua camera da letto.
Come ci sei arrivata?
UFO?
Non ne hai la minima idea.
In men che non si dica, giovani Jedi, avrete acquisito il potere di rientrare a casa da feste che si tengono in Nuova Guinea.
Benvenuti nella fase del Piccione Viaggiatore Ubriaco, Gente.
IL PROCESSO DELLA POST-SBORNIA DEL LUNEDI’
Tra tutte le sostanze legali ed illegali esistenti, l’alcool ti rende prone a divulgare la tua stupidità in giro.
Qualità essenziale per il Bevitore Professionista è quella quindi di saper raccontare una bella storia che idealmente coinvolga Brad Pitt, una strip-scommessa, una caduta dal terzo piano di un palazzo (senza conseguenza ovviamente perché quando si è ubriachi si diventa di gomma), un tamponamento e una zuffa con Naomi Campbell.
Ma, ricordate Giovani Virgulti, di non coinvolgere mai altre anime pie in questi racconti.
Non è carino.
In conclusione?
Vivete la vostra giovinezza in maniera sanamente irresponsabile ma cercatevi un Mentore, un Virgilio della Bevuta che sappia districarvi in questa giungla.
E, cortesemente, tentate quantomeno di avere un po’ di classe.
Che, come tutti ci dicono sempre, non è acqua.
Mozzichi alcolizzati
La Vostra Jack-Carmilla-Daniels
In
I miei commenti (1)
V° Telefilm Festival: se non ci sei stato…ti sei perso ben poco.
Dalla Vostra Carmilla (pseudo inviata in incognito, che se mi beccavano i datori di lavoro mi linciavano, ma cazzo non mi pagano da tre mesi ergo potrebbero pure perdonarmi, ma in sintesi: chissenefrega e ritorniamo al resoconto, okay?!)
Giorno 1: Giovedì 10 maggio-mattina
Il Workshop
Pensavate che il Festival iniziasse venerdì? Ha!
La Vostra Carmilla-Agente segreto all’Avana era lì.
Al Workshop con il Top (of the Pops), la crème de la crème ( o crème brulèe non ricordo come si dice), il Gotha della Televisione, c’ero anche io!
La scheggia impazzita.
Colei che Sussurrava nel Buio (della Sala).
Il Workshop inizia. Aldo Grasso, Nume Tutelare della televisione, siede al centro. Ai suoi lati, Modello Ultima Cena, i maggiori produttori italiani di RTI, Mediaset, Endemol, Taodue.
La Carmilla è trepidante. In attesa. Cosa uscirà dalla bocca di cotanto consesso di VIP?
Quale Perla di Saggezza?
Quale Verità Rivelata?
L’argomento è ostico: Fiction italiana Vs Fiction americana. Grasso si gira verso Valsecchi, anema & core della Taodue, produttore di Ris e Distretto di Polizia. Un fremito percorre la sala. Cosa risponderà alla domanda di Grasso su quale sia il maggior problema di fare fiction in Italia?
La risposta di Valsecchi è: “In Italia mancano scrittori e sceneggiatori”.
Un attimo.
Rewind.
Cosa?
COSA?
Cosa ha detto???!
“ Mancano scrittori?” Centinaia di dibattiti, articoli, interviste, studi sociologici e non e il tutto si riduce a questa frase da biscottino della fortuna cinese?
Ora, gente, capiamoci bene. Io non sono una cosiddetta esperta, non sono un’operatrice/tore del settore, non sono una che ci ha il libro da promuovere, non sono una critica televisiva e neppure una giornalista.
Solo una fan.
Mettetemi di fronte ad un dibattito (tecnicissimo) sull’Auditel (come quello del pomeriggio) e mi vengono le convulsioni ma almeno, vivaddio, avevano qualcosa da dire.
Ma, scusate il francesismo, l’odore di una stronzata, quello è inconfondibile.
Ed anche leggermente umiliante per i veri esperti che si sono dovuti sorbettare uno spot pubblicitario sulla Taodue, su quanto sia brava bella buona, originale e all’avanguardia (una sola parola: fiction sull’ambiente in prossima produzione. Ed un'altra ambientata in un ospedale. Originale, ha detto. All’avanguardia, ha detto. Oh Jesus.).
E poi….il fatto che tutti (ad eccezione di un tizio) abbiano iniziato a parlare dicendo: “ Non sono venuto preparato…”.
Cosa diavolo vuol dire?
Sei ad un Workshop.
Invitato.
Come relatore.
Non mi venire ad ammorbare con i tuoi ricordi infantili/adolescenziali sul fatto che tuo padre è stato l’autore di “Parlami d’amore Mariù” e che ogni volta che Vittorio de Sica ti incontrava, te lo rinfacciava (e no, non sto facendo ironia).
Vai da Paolo Limiti.
O da Marzullo.
Non qui.
A non dire assolutamente NULLA.
Il dibattito (mi vergogno a chiamarlo ancora così) continua su questo tono, con Valsecchi che insiste sulla dannata fiction sull’ambiente di prossima produzione. (Caro Pietro, ti lancio qualche titolo: Distretto di Polizia fra i monti (ma senza Annette), La Gang del Bosco del Circeo, Ris Delitti Imperfetti compiuti in collina (e con il pesticida.)
La Carmilla accoglie la fine del dibattito con il sollievo solitamente riservato al suono della campanella dell’ultima ora dell’ultimo giorno di scuola.
Ma la giornata è ancora lunga.
Purtroppo.
Giorno 1: Giovedì 10 maggio-pomeriggio
La rivincita dell’Auditel
La tavola oblunga/trapezoidale (non rotonda comunque) dell’Auditel è molto tecnica ed interessante ma improntata ad un unico, ricorrente leit-motiv:
Lunga vita all’Auditel e quanto sono brutti e cattivi i giornalisti che ne parlano male.
E giù la Santificazione.
Da un momento all’altro mi aspettavo di veder Walter Pancini (Direttore Generale Auditel) venire incorniciato da un alone rossastro e Roma Downey del “Tocco di un Angelo” sussurrargli dolcemente: “Ho un messaggio per te. Dio ti ama.”
Insieme a quelli che fino a ieri ti crocifiggevano pubblicamente e non, Walter.
E’ in quel momento che Carmilla, modello Eta-Beta, ha acceso la lampadina nel cervello ed ha capito cosa esattamente NON andava in questo workshop.
E’ che non era un workshop.
Era una parata di persone che, nella maggior parte dei casi, non faceva altro che complimentarsi a vicenda.
Non parlavano di televisione.
Parlavano come se fossero in televisione.
Lanciandosi battutine e mezze stilettate ma gente, se non in rari casi, quello che è uscito dalle loro bocche era una manica di banalità.
Ripeto, sarebbero stati perfetti a Buona Domenica o a Porta a Porta.
Alcuni erano più simpatici ed accattivanti.
Altri meno.
Alcuni preparati.
Altri…no.
Ma, come anche nel dibattito successivo con i Direttori di Rete, moderato da Di Pollina il critico di Repubblica, non c’è stato nessun fremito.
Ad eccezione di quando Scheri di Rete4 ha annunciato che Walker Texas Ranger passava su Italia1.
Momento di grande commozione in sala.
In conclusione se volete sapere cosa ho imparato dalla giornata è questo: Volete sapere qual è il vero problema della Televisione Italiana?
Sono loro, gente. Sono loro.
Giorno 2:Venerdì 11 maggio
Quando il gioco si fa duro…
Finalmente si comincia. La Carmilla, Rise e Saki sono felici.
Nessuna fila.
Nessuno spintone.
Se la possono prendere comoda dal momento che sono già a Milano.
Ci hanno detto di presentarci verso le 13.00 per ritirare i biglietti
Arriviamo con largo anticipo.
Un simpatico volontario (e Ragazzi, la cosa migliore di questo Festival? Loro ^_^) ci dice che l’addetta alle casse non è ancora arrivata.
Niente biglietti.
Poi, in un ripensamento aggiunge: “Al limite potete andare a fare una foto/autografo alla Cameron di House”.
Strabuzziamo gli occhi: “Dove?”
“Lì sul palchetto esterno.”
Ci precipitiamo e Annunciazione, Annunciazione è davvero LEI.
Bionda.
In nero.
Senza camice.
Quasi non la riconoscevo.
La vediamo entrare nel cinema per la conferenza stampa con i giornalisti.
Noi siamo anime del Purgatorio (traduci: non abbiamo il pass).
Il Ragazzo alla porta fa il classico gesto: ecchecevoifà.
Nulla gli rispondiamo allargando le braccia, sconsolate.
Non siamo fra gli Eletti.
Mentre siamo in fila irrompe il mio ciclone preferito: EMILIO!!!! (N.d.A. Per chi non lo conoscesse (e sono davvero in pochi) andatevi a rileggere il mio resoconto del TF del 2004. E ridete.) In 20 secondi annuncia che:
1)Si è licenziato per venire al Festival (Mio eroe!)
2)Non vede l’ora di vedere Peyton di One Three Hill “zoccoleggiare”.
3)Si andrà a vedere Settimo Cielo per sapere se Ruthie finalmente farà sesso.
Una luce malsana si accende negli occhi delle persone in fila: Non sarà mica che la 10° stagione di Settimo Cielo si è trasformata in Melrose Place?
A me scappa da ridere.
Quanto a controinformazione Emilio non è secondo a nessuno.
Entriamo e andiamo a vedere Studio60 .
Il pilot è bellissimo e strappa applausi.
Il dibattito che segue… no.
Noia, noia, noia.
Mi estranio sulla voce di Giorgio Gori.
Entro in una sorta di stato di trance.
Peccato per il rumore dei registratori di sottofondo.
Ad un certo punto sento Francesca accanto a me che fa: “Non ci credo”.
“E’ vero”, risponde Saki sorridendo.
“Cosa non è vero?” domando intontita e mi accordo che il rumore non si sente più.
Mi guardano con atteggiamento pietoso.
Non era un registratore.
Ero io che mi ero addormentata e stavo russicchiando.
La giornata prosegue per flash.
Inizia la caccia al gadget.
E le mele della Warner sono buonissime.
Non si amalgamano bene con i 12 bicchieroni di popcorn ma… perché lamentarsi?
La Carmilla si sistema nella sala Fedra perchè c’è CSI.
Un consiglio dato dal cuore: Leaving Las Vegas è GENIALE e vale da solo tutta la 7° stagione.
Extras mi fa ridere.
House è… House
Ma Gente, Heroes sul grande schermo vale da solo il viaggio.
E gli incidenti di percorso.
E la fila al bar.
Alla fine chiudiamo con le sigle dei telefilm.
Ce ne sono molte di epoche pleistoceniche.
Emilio si lamenta (giustamente): “Ma chi diavolo le conosce queste? Ce ne sono pochissime recenti.”
La Carmilla si fa piccola piccola.
Lei le conosce.
3° Giorno: Sabato 12 maggio
Dove la Carmilla (come Celestino V) compie il Gran Rifiuto.
Ora, non so dove, ho letto che quest’anno eravamo 17.000.
Diciassettemila.
Persone.
Ma per favore.
Tanti?
Sì.
Tantissimi?
Pure.
Ma 17.000? Da dove diavolo è uscito fuori questo numero? (n.d.A: certo, se calcoli i 4 giorni, gli addetti alle pulizie, i cartoni di popcorn, le commesse dei negozi vicini e i clienti delle Messaggerie Musicali…..no neanche adesso si raggiunge la cifra suddetta.)
Comunque la folla c’è.
E la fila, ingiusta, pure.
Ingiusta perché gli abbonati non hanno precedenza.
E per vedere uno spettacolo sei costretto a piazzarti in quella sala 2 ore prima.
La Carmilla ha le idee chiare.
Close to home con Christian Kane il fantastico Lindsey Mcdonald di Angel (Angel, oh Angel) è irrinunciabile.
La proiezione suscita anche curiosità dal momento che interprete principale è la ex-Bridget di Beautiful.
E purtroppo anche la recitazione della Girl in question è tutta soap.
L’idea non era male ma…..per tutti e due episodi la tizia (avvocato in carriera divisa fra il ruolo di madre e moglie e quello di procuratore legale) non fa che piangere.
Giuro.
Piangere.
E Christian Kane, bello bello bello che le fa… da mammo/controspalla
Da un momento all’altro mi aspettavo di veder comparire Brooke, Ridge e Stephanie con la sigla classica tarattarara di Beautiful.
Buona l’idea di base.
Ma la realizzazione…. lascia delusi.
Che spreco, gente.
Lascio al sala alla volta della mia prossima Missione Impossibile.
Per vedere Dirt la Carmilla modello bulldog si piazza davanti alla porta 40 minuti prima dell’inizio della proiezione. Esce Fabrizio Margaria (organizzatore del Telefilm Festival), con espressione incazzata/costipata (che manterrà per tutto il periodo della manifestazione ad esclusione dei momenti davanti a telecamere o flash) che a muso duro fa: “Fate entrare solo un tot numero di persone uguale a quello che esce, ci siamo capiti??!”
Il problema, man, è che non esce NESSUNO. Perché gli addetti stampa ( o quantomeno quelli che hanno questo cartellino) non schiodano il loro deretano lasciando il posto a noi comuni mortali che abbiamo, lo ripeto, PAGATO.
Entriamo solo in 8.
Margaria ci abbaia di sederci: “qui, lì, no LI’!!”
Arriva Buscaglia (responsabile fiction Rai Due) con Corte dei Miracoli appresso (tutti entrati gratis). Margaria fa semi-scherzosamente: “Ti toccherà vederlo in piedi a meno che qualcuno (e guarda la Vostra Affezionata) non voglia cederti il posto”.
Fulmino entrambi con sguardo di ghiaccio e bofonchio: “Ma anche NO”. Le spalle della signora davanti a me sussultano.
Dirt è…sconvolgente. Un giornalista (?) affianco commenta ad alta voce (forse nella speranza di farsi sentire da Buscaglia posizionato qualche sedile più in là): “Che genio, che grande prodotto, che lungimiranza nell’averlo acquistato da parte di Raidue. Chissà quando lo trasmetteranno?”
“Insieme ad una fiction su Padre Pio ed in prima serata. Possiamo seguire il telefilm, ora?!”grugnisco io.
Le spalle della signora davanti continuano a sussultare vistosamente.
La Carmilla, zittito finalmente il Lisciatore, si gode la fine di questo serial GENIALE.
Faccio amicizia con il vicino di posto e commentiamo ferocemente il tutto.
Mentre usciamo la signora si gira sorridendo e mi fa: “Stampa?”
“No, grazie a Dio”.
“Troppo bello per essere vero”.
Sugli altri telefilm cosa dire?
Wildfire si candida a peggiore telefilm dell’anno.
Garo è talmente trash che diventerà un cult.
Ugly Betty è furbo ma vuoi mettere l’originale colombiano Betty la Fea?
E.R .una garanzia.
Nel complesso una buona giornata.
La Carmilla va a nanna con un unico pensiero in testa: dove diavolo erano le 17.000 persone?
4° giorno-Domenica 13 maggio
Le cose migliori…
Finiscono presto.
E’ arrivato il momento di ripartire.
Ho tempo solo di vedere due episodi della 7 ed ultima stagione di Una Mamma per Amica.
E mi fa rabbia vedere episodi scoppiettanti che strappano risate ed applausi in sala e pensare che non vi sarà un’ottava stagione.
Ma si sa…la dura lex della Showbiz non perdona.
La Carmilla è costretta a fuggire per prendere il treno ma ha un pensiero che la consola.
Perché oramai siamo in tanti.
E li amiamo tutti belli o brutti che siano.
Perché ne parliamo, ne spettegoliamo, ci infuriamo, ci piangiamo e ci ridiamo sopra.
Perché anche se scoprissi che il Tenente Colombo ha una moglie fotomodella, che Brenda non ama Dylan, che Lassie aveva una storia con Rin Tin-Tin, che Arnold ora gioca per l’NBA, che Ralph ha ritrovato il manuale, che Diana e gli altri Visitors sono diventati vegetariani, che la Kriptonite rossa cura l’acne, che Spike ha perso il suo spolverino, che Pacey ha invertito rotta, che Grace si chiamava Miguel, che le casalinghe di Wisteria Lane non fanno parte della Fidapa, che Lois ha fatto licenziare Clark, che Grissom si esibisce come comico, che Sidney è in realtà una sciampista disillusa, che la famiglia Bradford era per il controllo delle nascite, che George ha tradito la moglie con Izzie, che Laura Palmer è viva e sta con Elvis a Reno, che Mulder non ci ha mai VERAMENTE creduto, che il Dott. Ross aveva una cotta per Ciccio, che quelli del volo di Lost non sono naufraghi ma semplicemente evasori delle tasse, che Ally ha finito con il mettersi con il bambino immaginario, che O.C. significa Oh, Cavoli!, che Robin stava con Batman solo per i gadgets, che Flash era sempre in ritardo dal dentista, che la Signora Flechter ha un passato da entraineuse, che Jack è in realtà etero, che Rory è la madre e Lorelai la figlia, che nella Casa della Prateria si bestemmiava, che Automan andava a batterie, che Lex guida una Fiat 500’, che Angel ha inciso un disco, che il Colonnello Austin era daltonico, che Kitt era la mente e Michael il fantoccio-meccanico, che il Capitano Kirk e Spock stavano insieme, che Marion tradiva Howard con Fonzie bè……
Sarei felice lo stesso.
Perché i telefilm spesso crescono con te.
E rendono la tua vita…speciale.
Mozzichi speranzosi
La Vostra telefilm-maniaca Carmilla