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Nickname: carmilla The best! (per sapere altro, cerca laggiù. si, laggiù, più giù!)

Birth: Non/lo/chiedere!

Odio: la mia webmaster che fa ciò che vuole

Amo:sapere che mi leggete :) le fanfics più giù :)

 

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LA BELLE DAME SANS MERCI / MADAME ZELENKA / PUNTI DI VISTA / NOT FADE AWAY
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ERASE OR REWIND
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STONEWALL [IT]   [UK Version]
THE CHOSEN ONE 2 3 4 5 6 7 8
MASQUERADE 2 3 4 5 6 7 8
BONDS (Seguito di The Masquerade) 2 3 4 5 WIP
CONVENTION ROMANA 2005

OTHER SERIES (Slash NC-17)

WHITE FLAG (dr.House MD)
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RIFLESSI IN UN OCCHIO D'ORO (qaf usa)
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REAL-PERSON (Slash NC-17)

KISS THE RAIN (C.Farrell/J.Leto)
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Commenti, Deliri & Teorie

TUTTI ODIANO BUFFY
WHEN THE BIG BAD MEETS THE BAD GIRL
LA PERDITA DELL'INNOCENZA
IL CAPEZZOLO DI VETRO
L'ACCHIAPPAMOSCHE
WHY WE SLASH

Disclaimer: Tutti i riferimenti a fatti o persone reali sono puramente casuali. Alcuni personaggi presenti nelle storie sono di mia invenzione e per tanto mi appartengono.

Disclaimer: I personaggi delle serie "Angel" e "Buffy, the vampire slayer", appartengono a Joss Whedon, la WB, ME e la Fox, l'autrice non ha alcuno scopo di lucro e non intende violare alcun copyright.

Disclaimer: All characters belong to Joss Whedon and to the Mutant Enemy, and to everyone else who owns them. These writings are non-profit-making.

"Copyright 2005 Margotj and Carmilla. Design Dreamhunter. Violators will be locked in a wine cellar with an undead lunatic and whore"
ovvero "I trasgressori saranno costretti a guardare tre imbecilli indossare sottane e cantare "We are gods" per l'eternità"

(seguirà altro supplizio...)

Per una Lupacchiotta da una Viandante 

 

My "Me"

Utente: weirdlove
Nome: Carmilla
Salve, sono Carmilla, e sono una stupida.

Personalmente, trovo che la cosa più difficile da fare sia proprio quella di presentarsi.

Nel mio cervello associo questo post di presentazione a quelle disastrose cene natalizie dove da piccola ti chiedevano di recitare la Poesia di Natale (usanza barbara e crudele per i bambini, al pari dei saggi di danza di fine anno e dell'infibulazione ) e l'unico tuo desiderio era continuare a strafogarti di torrone e non spiattellare meccanicamente "Arriva Gesù" come una Shirley Temple sotto sedativo.

Sorry, ho divagato

Ehmm… cosa dire?

Amo la Televisione.
Sono cresciuta con Mamma Rai e Zia Fininvest.

Mi appassionano i serial americani.

Principalmente BTVS e ATS ma non disdegno nessun altro prodotto americano ad eccezione di Settimo Cielo che mi mette i brividi .
Lo trovo inquietante.
Da più di un anno sono una fic-mercenaria.

In precedenza i miei unici prodotti erano stati temi e riassunti scolastici.
Ora scrivo perchè costa meno che andare dallo psicanalista.

Coltivo accuratamente varie forme di ossessione e il mio sport preferito è il Sollevamento dalla Sedia.

So che Dio esite perchè ha inventato la Nutella e i Ricchi e Poveri.

Quando sono nervosa canticchio le sigle dei cartoni animati.
Sono una Feedback Junkie.

Venero Sant'Erode.

Ho una profonda avversione per il Moige.
Ok,basta con i dati personali.

Il sito che vi accingete a visitare, dal momento che siete tutti adulti, maturi e vaccinati (oppure mentite molto bene) contiene principalmente storie.

Chiamate fanfictions.
Scritte dalla Vostra Affezionata.
Incentrate soprattutto sul Whedon-verse, il meraviglioso universo creato dall’autore di Buffy The Vampire Slayer e Angel the Series, ma vi sono anche mie incursioni in altri fandom.
Alcune vi faranno ridere (spero).
Altre emozionare.
Altre ancora le troverete orrende, penso.

Molte sono slash ovvero contengono scene ed argomenti che riguardano i rapporti fra due persone dello stesso sesso.
Alcune presentano la dicitura NC-17 che vuol dire Vietato ai Minori di 18 anni.
Entrando nel sito dichiarate di essere maggiorenni e quindi sollevate l’autrice (che sarei Io) e la Webmaster (MargotJ) da qualsiasi responsabilità legale, morale, sentimentale, penale etc etc…

Spero troviate quello che soddisferà il vostro palato fictionico.
E, come le fantastiche gomme di Harry Potter qui abbiamo “tutti i gusti più uno”.

La cosa migliore di questo sito?

Le grafiche sono splendide (non mie, ovviamente) e le storie gratis.

La cosa peggiore?
Non è un sito devoto ad una particolare coppia.

Avete letto bene.

Si, si, sento già le urla di raccapriccio delle amanti della coppia Spike-Buffy, la furiosa indignazione delle sostenitrici dell’eterno amore fra Buffy e Angel, le fiere esternazioni delle shippers Willow-Oz, Xander-Cordelia, Willow-Tara.
Ma non abbiate timore!!!! ( e smettetela di digrignare i denti che fa male). La Vostra Padrona di casa vi indicherà di volta in volta, siti, storie, link che possano soddisfare la vostra brama.

Non essere devoto comunque vuol dire semplicemente non essere esclusivo.
Questo sito nasce principalemente in risposta a chi (e sono molti) sostiene che l’intero Whedon-verse si basa esclusivamente sui characters principali.
Io invece ho sempre sentito BTVS e ATS come serials corali. E se un personaggio è percepito come “minore” non per questo, a mio parere, deve essere considerato meno profondo, sfaccettato rispetto ad altri. Come Buffy, Angel o Spike.
Basta solo saperli osservare.
Perché tutti finiscono per essere molto di più di quello che appaiono.
La mia Lente di Ingrandimento è in realtà Uno Specchio.
Scuro.
E quindi..eccomi qui.

Un’ultima cosa.
Questo sito è dedicato a Roberta, Franca e Margot.
Perché con loro è iniziato tutto.

Buona Lettura.

 

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Brushes: Shizuru117

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Scritto alle 21:29

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I miei commenti (4)


Perchè c'è un Hippo in tutti noi.....

http://www.youtube.com/watch?v=2Rhg6RdV75o

E se non vi mette QUESTO il sorriso sulle labbra siete davvero senza speranza.

Mozzichi Ippopotameschi

La Vostra "The Lion sleeps tonighhhhhhtttt!!!!" Carmilla


 

 

Parole sussurrate da weirdlove

 


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Scritto alle 20:37

In

I miei commenti (4)


 

Carmille e Gatti

Lo so, Steimbeck con il suo "Uomini e topi" era molto più d'effetto.


Accontentatevi. Goccia2.gif

Let's talk about....gatti.

O altri animali.

Le Vostre Dolci Metà che raramente russano (ma hanno alitosi da paura), che difficilmente tradiscono (ma non mettete loro davanti un piatto di salmone fresco) e che, personalmente, vorrei simili alla Rex.

ETERNI.

Ora....gatti passati, presenti e futuri della Carmilla.
-
-----


Il primo animale che ricordo di aver posseduto (o era il contrario?) è stato proprio una gattina dall'apparente età di un mese e mezzo, entrata chissà come nel giardino della nostra villetta.

Magra, magrissima, con una zampa già nel Paradiso dei Gatti, ma aveva una voce molto forte.

La raccolsi e la portai a casa.

La mia famiglia tentò di dissuadermi.

Pensavano che sarebbe morta di sicuro e temevano la mia reazione: ero, a quei tempi, una bambina molto emotiva. Quando capirono che non sarebbero riusciti a dissuadermi, si impegnarono tutti a curare la gattina.

Le davamo quindici gocce di non so cosa ogni ora (anche di notte) con una pompetta da collirio.

A me il turno di notte era vietato, ma di giorno vivevo praticamente con la gatta in braccio.

Era una gattina valorosa: lottò con noi per la propria vita, e sopravvisse.

Divenne una solida, gioviale gattona dal tradizionale nome di Pussi, con una mascherina nera sul muso bianco, moderatamente affettuosa con gli altri membri della famiglia, amorosissima con me, e indipendente al massimo.

Quando era in calore veniva a rotolarsi ai miei piedi emettendo voci altamente erotiche e chiedendomi prestazioni che onestamente non potevo darle. blink.gif

"Ma dalle una pedata!" gridava mia zia Adriana scandalizzata, " Cosa crede di essere quella gatta lì."

Difficile dirlo. uhm.gif

L'unica cosa certa era che, dopo la sua "offerta", scappava in cerca di avventure: il che comportava schiere di gattini da rifilare agli amici dopo estenuanti opere di persuasione e lusinghe.

La Pussi, crescendo, non perse mai le sue tendenze libertine.

Ma dopo i bagordi, veniva sempre a dormire in fondo al mio letto: un cuscino caldo, peloso, ronfante, contro i miei piedi.

Quando la Pussi morì, a dodici anni, io sapevo ormai cos'era la morte.

Non fu un trauma: fu un altro dolore, in tempi in cui il dolore era di casa.


--------------------------


Il mio gatto dell'adolescenza fu Cocciolone.

Era un bis-bis-bis-bis nipote della Pussi, ritonato in casa grazie alle manovre di amici di famiglia estremamente sadici. dry.gif

Era un gatto bellissimo, tigrato, con il più sconcertante paio di occhi viola che abbia mai visto, dal taglio quasi orientale.

Peccato che fosse sicuramente un gatto-down (nel senso della Sindrome di Down). ouch.gif

Non ci diede mai troppa confidenza.

Stava a guardarmi a lungo, accucciato sul davanzale, mentre facevo i compiti; quando gli davo da mangiare mi ringraziava con un piccolo verso speciale.

Talvolta si strusciava leggero contro le mie caviglie; ma se tendevo la mano per carezzarlo, si sottraeva con un breve gnaolio, non si capiva se di protesta o di scusa. Non c'era spesso: era nato, nonostante il suo ritardo, gatto guerriero e passò i cinque anni della sua vita a fare a botte con tutti i gatti del vicinato, vuoi per questioni d'amore , vuoi per questioni di territorio.

Morì in seguito all'ultimo combattimento: non con un gatto, e neanche con un cane, a giudicare dalle ferite, ma con un uomo armato di bastone.

Riuscì a trascinarsi fino a casa, si strusciò ai piedi di mia madre con dei piccoli versi ansimanti, come se volesse dire qualcosa; e poi morì, inzuppato di lacrime.

Credo che fu l'ultima volta che vidi piangere mia madre così tanto.

"Vuoi un altro gatto?" mi chiese molto tempo dopo.

Scossi la testa, accigliata.

Non volevo altri gatti. Volevo lui e solo lui.

Ma ero una gattara nata, come del resto siamo tutti in casa, e in seguitò amai tutti i gatti che capitarono, e furono molti.

---------

In un batter d'occhio ci ritrovammo pieni di gatti. Tutti i randagi del quartiere trovavano ospitalità nel nostro giardino.

Parecchi diventarono membri della famiglia.

Altri furono meteore.

La Vecchia (con la V maiuscola) molto piacente, molto spiritosa, con un'aria da angelgattina e una voce da osteria, e aveva alcune straordinarie capacità, tra cui quella di aprire i rubinetti con la zampa ( e di non richiuderli, con risultati per lei molto divertenti) e quella di ballare il flamenco.

La Zia assicurava che era un flamenco. blink.gif blink.gif

A quanto mi risultava la Zia era un'esperta di Nilla Pizzi e Gino Latilla ma NON di danze.

Alle mie obiezioni rispondeva: "Sono una persona dai vari interessi" con una faccia seria. Poi alzava le mani sopra la testa, faceva due passi da orso ubriaco e diceva "olè".

Se quello era un flamenco, lo ballava molto meglio la Vecchia. fiuuuu.gif faccinaicicu.gif

Altro membro della famiglia era Pilù, che aveva due precipue specialità.

Una era quella di lavarsi con l'acqua dei rubinetti, come una persona, bagnandosi a più riprese la zampetta e con questa massaggiandosi attentamente in ogni parte del corpo.

Quando poi pioveva, andava subito in giardino e si comportava come un uomo sotto la doccia.

Una volta corsi fuori a portargli una saponetta. fiuuuu.gif

Lui non la gradì. dry.gif

L'altra sua specialità era la caccia.

Una volta vidi mia madre entrare in cucina con tono polemico: "Cosa sarebbe quel topo morto nella mia stanza?"

Era un topo.

Morto.

Pilù gli girava intorno, dandosi delle arie, evidentemente in attesa di lodi.

Gliele facemmo.

Poi buttammo il topo.

Non fu un'operazione estremamente piacevole, prima di colazione.

Ma, una volta che il veterinario ci disse che era il suo modo per dimostrare l'affetto a mia madre (da lui considerata il capo-branco o simile), lei accettò senza proteste ogni topo, biscia, lucertola, uccello o altro animale.

Solo se le trovavamo in bocca a Pilù ancora vivi erano battaglie selvagge.

Pilù si ritirava nel cesto, le spalle voltate, un fumetto chiaramente visibile sopra la testa: "Va a far piaceri alla gente".

Io lo carezzavo e gli facevo gravi discorsi circa l'iniquità della sopraffazione dell'animale sull'animale, lui sbatteva lentamente le palpebre, non si capiva per apprezzamento o sonno, poi di colpo si metteva a ronfare o rotolarsi sull'erba. DD.gif

Era un gatto molto simpatico.

Assassino ma simpatico.

Kalì aveva la maschera di Zorro sul muso, ed amava mia madre di un amore esclusivo e sconcertante.

La giuria di casa era divisa sulla sua intelligenza. Io e mia madre sostenevamo che era un gatto geniale.

A riprova di ciò, una volta citai il fatto che, quando mi dimenticavo di mettere l'acqua nella ciotola, Kalì si piaccaza davanti al lavandino e osservava il rubinetto. Mia zia Adriana (sempre lei) alzò le sopracciglia e disse:

" Dai Carmilla, lo faresti anche tu!"

La frase è passata nel lessico familiare per indicare cose da imbecilli. Goccia2.gif Goccia2.gif

Tzè. dry.gif

E ce ne sarebbero ancora moltissimi da citare: Pecorella e Bianchina, Qui Quo e Qua, Felix, Giovanna e Pluto, Pepè le Mokò ed altri ancora....

Hanno tutti un posto speciale nel mio cuore.

Perchè non possono essere SOLO animali se quando ti sentono ridere si abbandonano a manifestazioni di giubilo e quando sei triste, ti appoggiano il muso sulle ginocchia e ronfano.

Queste cose non si dicono, per pudore.

Figurarsi scriverle.

Sapete una cosa?

Chissenefrega. faccinaicicu.gif


Mozzichi gatteschi


Carmilla wub.gif



 

 

Parole sussurrate da weirdlove

 


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Scritto alle 20:19

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I miei commenti


Carmille e Gatti

Lo so, Steimbeck con il suo "Uomini e topi" era molto più d'effetto.

Accontentatevi.

Let's talk about....gatti.

O altri animali.

Le Vostre Dolci Metà che raramente russano (ma hanno alitosi da paura), che difficilmente tradiscono (ma non mettete loro davanti un piatto di salmone fresco) e che, personalmente, vorrei simili alla Rex.

ETERNI.

Ora..gatti passati, presenti e futuri.

Il primo animale che ricordo di aver posseduto (o era il contrario?) è stato proprio una gattina dall'apparente età di un mese e mezzo, entrata chissà come nel giardino della nostra villetta.

Magra, magrissima, con una zampa già nel Paradiso dei Gatti, ma aveva una voce molto forte.

La raccolsi e la portai a casa.

La mia famiglia tentò di dissuadermi.

Pensavano che sarebbe morta di sicuro e temevano la mia reazione: ero, a quei tempi, una bambina molto emotiva. Quando capirono che non sarebbero riusciti a dissuadermi, si impegnarono tutti a curare la gattina.

Le davamo quindici gocce di non so cosa ogni ora (anche di notte) con una pompetta da collirio.

A me il turno di notte era vietato, ma di giorno vivevo praticamente con la gatta in braccio.

Era una gattina valorosa: lottò con noi per la propria vita, e sopravvisse.

Divenne una solida, gioviale gattona dal tradizionale nome di Pussi, con una mascherina nera sul muso bianco, moderatamente affettuosa con gli altri membri della famiglia, amorosissima con me, e indipendente al massimo.

Quando era in calore  veniva a rotolarsi ai miei piedi emettendo voci altamente erotiche e chiedendomi prestazioni che onestamente non potevo darle.

"Ma dalle una pedata!" gridava  mia zia Adriana scandalizzata, " Cosa crede di essere quella gatta lì."

Difficile dirlo.

L'unica cosa certa  era che, dopo la sua "offerta", scappava in cerca di avventure: il che comportava schiere di gattini da rifilare agli amici dopo estenuanti opere di persuasione e lusinghe.

La Pussi, crescendo, non perse mai le sue tendenze libertine.

Ma dopo i bagordi, veniva sempre a dormire in fondo al mio letto: un cuscino caldo, peloso, ronfante, contro i miei piedi.

Quando la Pussi morì, a dodici anni, io sapevo ormai cos'era la morte.

Non fu un trauma: fu un altro dolore, in tempi in cui il dolore era di casa.

--------------------------

Il mio gatto dell'adolescenza fu Cocciolone.

Era un bis-bis-bis-bis nipote della Pussi, ritonato in casa grazie alle manovre di amici di famiglia estremamente sadici.

Era un gatto bellissimo, tigrato, con il più sconcertante paio di occhi viola che abbia mai visto, dal taglio quasi orientale.

Peccato che fosse sicuramente un gatto-down (nel senso della Sindrome di Down).

Non ci diede mai troppa confidenza.

Stava a guardarmi a  lungo, accucciato sul davanzale, mentre facevo i compiti; quando gli davo da mangiare mi ringraziava con un piccolo verso speciale.

Talvolta si strusciava leggero contro le mie caviglie; ma se tendevo la mano per carezzarlo, si sottraeva con un breve gnaolio, non si capiva se di protesta o di scusa. Non c'era spesso: era nato, nonostante il suo ritardo, gatto guerriero e passò i cinque anni della sua vita a fare a botte con tutti i gatti del vicinato, vuoi per questioni d'amore , vuoi per questioni di territorio.

Morì in seguito all'ultimo combattimento: non con un gatto, e neanche con un cane, a giudicare dalle ferite, ma con un uomo armato di bastone.

Riuscì a trascinarsi fino a casa, si strusciò ai piedi di mia madre con dei piccoli versi ansimanti, come se volesse dire qualcosa; e poi morì, inzuppato di lacrime.

Credo che fu l'ultima volta che vidi piangere mia madre così tanto.

"Vuoi un altro gatto?" mi chiese molto tempo dopo.

Scossi la testa, accigliata.

Non volevo altri gatti. Volevo lui e solo lui.

Ma ero una gattara nata, come del resto siamo tutti in casa, e in seguitò amai tutti i gatti che capitarono, e furono molti.

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In un batter d'occhio ci ritrovammo pieni di gatti. Tutti i randagi del quartiere trovavano ospitalità nel nostro giardino.

Parecchi diventarono membri della famiglia.

Altri furono meteore.

La Vecchia (con la V maiuscola) molto piacente, molto spiritosa, con un'aria da angelgattina e una voce da osteria, e aveva alcune straordinarie capacità, tra cui quella di aprire i rubinetti con la zampa ( e di non richiuderli, con risultati per lei molto divertenti) e quella di ballare il flamenco.

La Zia assicurava che era un flamenco.

A quanto mi risultava la Zia era un'esperta di Nilla Pizzi e Gino Latilla ma NON di danze.

Alle mie obiezioni rispondeva: "Sono una persona dai vari interessi" con una faccia seria. Poi alzava le mani sopra la testa, faceva due passi da orso ubriaco e diceva "olè".

Se quello era un flamenco, lo ballava molto meglio la Vecchia.

Altro membro della famiglia era Pilù, che aveva due precipue specialità.

Una era quella di lavarsi con l'acqua dei rubinetti, come una persona, bagnandosi a più riprese la zampetta e con questa massaggiandosi attentamente in ogni parte del corpo.

Quando poi pioveva, andava subito in giardino e si comportava come un uomo sotto la doccia.

Una volta corsi fuori a portargli una saponetta. 

Lui non la gradì.

L'altra sua specialità era la caccia.

Una volta vidi mia madre entrare in cucina con tono polemico: "Cosa sarebbe quel topo morto nella mia stanza?"

Era un topo.

Morto.

Pilù gli girava intorno, dandosi delle arie, evidentemente in attesa di lodi.

Gliele facemmo.

Poi buttammo il topo.

Non fu un'operazione estremamente piacevole, prima di colazione.

Ma, una volta che il veterinario ci disse che era il suo modo per dimostrare l'affetto a mia madre (da lui considerata il capo-branco o simile), lei accettò senza proteste ogni topo, biscia, lucertola, uccello o altro animale.

Solo se le trovavamo in bocca a Pilù ancora vivi erano battaglie selvagge.

Pilù si ritirava nel cesto, le spalle voltate, un fumetto chiaramente visibile  sopra la testa: "Va a far piaceri alla gente".

Io lo carezzavo e gli facevo gravi discorsi circa l'iniquità della sopraffazione dell'animale sull'animale, lui sbatteva lentamente le palpebre, non si capiva per apprezzamento o sonno, poi di colpo si metteva a ronfare o rotolarsi sull'erba.

Era un gatto molto simpatico.

Assassino ma simpatico.

Kalì aveva la maschera di Zorro sul muso, ed amava mia madre di un amore esclusivo e sconcertante.

La giuria di casa era divisa sulla sua intelligenza. Io e mia madre sostenevamo che era un gatto geniale.

A riprova di ciò, una volta citai il fatto che, quando mi dimenticavo di mettere l'acqua nella ciotola, Kalì si piaccaza davanti al lavandino e osservava il rubinetto. Mia zia Adriana (sempre lei) alzò le sopracciglia e disse:

" Dai Carmilla, lo faresti anche tu!"

La frase è passata nel lessico familiare per indicare cose da imbecilli.

Tzè.

E ce ne sarebbero ancora moltissimi da citare: Pecorella e Bianchina, Qui Quo e Qua, Felix, Giovanna e Pluto, Pepè le Mokò ed altri ancora....

Hanno tutti un posto speciale nel mio cuore.

Perchè non possono essere SOLO animali se quando ti sentono ridere si abbandonano a manifestazioni di giubilo e quando sei triste, ti appoggiano il muso sulle ginocchia e ronfano.

Queste cose non si dicono, per pudore.

Figurarsi scriverle.

Sapete una cosa?

Chissenefrega.

Mozzichi gatteschi

Carmilla


 

 

Parole sussurrate da weirdlove

 


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Scritto alle 20:59

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I miei commenti (3)


Per tirarci un pò su!

...che ne abbiamo TANTO bisogno.

Riprendo da un post di  Michele su Buffymaniac:

 

 

Ecco la popstar più in auge del momento in Svezia: Basshunter
Ed ecco a voi  il video del suo primo hit: Boten Anna.


http://youtube.com/watch?v=BIJZB5Bxcto
E' la versione con sottotitoli inglesi, quindi prestate attenzione al testo!
La canzone parla dell'amore (corrisposto?) per Anna, una tipa troppo giusta che è Bot in un canale irc. E può bannare, kickare... tiene pulito il nostro canale, è nemica giurata di tutti gli spammer!

Cosa dire di questo video? Cosa dire di questo testo? Cosa dire dei suoi balletti? Cosa dire del fatto che questo tamarro canta al bodyguard della discoteca "E ricorda che conosco un bot!"?
AAAHHHHHHAAAAAAAA!!!!!

Ma la Vostra Carmilla rintuzza questa esterofilia con una vecchia gloria nazionale:
Valentina (famoso transex di Napoli) che ha deciso di mettere la sua arte canora a servizio di tutti gli anglofoni.
 Ecco il link (per gentile concessione della Nostra Rise 77) della English Version di OKKEI! il suo grande hit.

http://www.youtube.com/watch?v=1Uk55E7x320

Aahahahahahaha!!!!!!!

Ma le parrucche?
E l'espressione?
E il testo!!!!!????

Ma Signore e Signori voi DOVETE assolutamente trovare la versione italiana di questo capolavoro.

Finchè non l'avrete sentita non potrete dire di aver visto e sentito tutto.


Mozzichi isterici
La Vostra "Okkei" Carmilla


 

 

Parole sussurrate da weirdlove